dizionario di italiano

Ei fu – Necrologio dell’Italiano

È riuscito a vivere per ben cinquecento anni. Ma l’età è un pesante fardello per tutti e, così, anche Italiano ci ha lasciati. Ne hanno dato il triste annuncio la moglie Grammatica e le figlie Calligrafia e Ortografia. Le gemelle, ben riconoscibili per l’atteggiamento così differente (l’una tutta fronzoli e merletti, l’altra impettita e rigida), hanno affermato che da tempo il padre manifestava fisicamente la sofferenza psicologica provocatagli dai maltrattamenti che coloro che più di tutti avrebbero dovuto apprezzarlo gli impartivano quotidianamente. Continue umiliazioni, continue violenze. Storpiature, aggiustamenti posticci. Tutti colpi che Italiano ha accusato, ma sopportato sempre con grande dignità. Fino a quando, non ce l’ha più fatta.

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diario

Se questo è il primo uomo

Giorno 1

Stamattina mi sono svegliato. “Svegliarsi”, non so se sia un termine appropriato. L’ho scelto io, così, mi sembrava giusto per descrivere il mio stato. Un attimo prima ero incosciente, l’attimo dopo vigile. Anche mattina è una parola nuova. Questa l’ho inventata proprio ora, mentre scrivo. Non pensavo di dover distinguere questi due momenti della mia giornata, ma quando mi sono svegliato c’era una luce abbagliante che faceva risaltare questi strani esseri inanimati che mi circondano. Non so cosa siano, e non so spiegare perché siano così diversi tra di loro. Non è solo la forma, è anche un qualcosa di percepibile dai miei occhi, che mi ha colpito al primo sguardo. Sono… dei toni, dei giochi di luce che caratterizzano ogni elemento. È come se la luce accarezzasse ogni superficie, si adagiasse in ogni concavità e rimbalzasse su ogni spigolo, incrociandosi con se stessa, delimitando le forme, le ombre.

Sono stupefacenti e così intensi, tolgono il respiro. Li chiamerò colori.

Ora invece la luce se n’è andata, i colori sono spariti. O meglio, tutto è dello stesso colore. Mi sento molto solo qui immerso nel… buio. Sì, buio può andare. Mi spaventa questa atmosfera ovattata in cui tutto è silenzioso. Mi spaventa essere sveglio ma non vedere niente. Penso che chiuderò gli occhi, per sentirmi più al sicuro.

Giorno 4

Oggi mi sono fermato davanti allo stagno. È il nome che ho dato alla distesa d’acqua che vedo sempre quando cammino tra gli alberi. L’acqua ha qualcosa di diverso rispetto a tutto quello che ho visto finora. È mutevole, può assumere qualsiasi forma. E non ha colore. Continua a leggere

frigorifero

Da consumarsi preferibilmente entro…

Sono qui, sdraiata sulla schiena. Mi godo il refrigerio, una temperatura costante di 3°C.

Sopra di me attraverso l’alone liquido che riveste il ripiano in vetro (un po’ nuvoloso questo cielo, oggi) vedo la base della confezione di Latte.

Data di scadenza: 8/12/17. Rimango attonita. Mi ricordo il suo ingresso, nemmeno una settimana fa. Così giovane, così pieno di progetti e voglioso di abbracciare nuove possibilità. Continua a leggere

biancaneve fiabe

Endecasillabi fiabeschi

Divina “Favolosa” Commedia

Un giorno come un altro, in primavera

girovagavo libera e beata

bighellonando da mattina a sera

da uno spirito silvestre contagiata.

 

Giunta nei pressi di un lungo torrente,

percorso un tratto di strada notevole,

cadendo in una buca lì presente,

mi ritrovai nel mondo delle favole.

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La vita nelle mani

È nelle mani che vedo riflessa la vita.

Le mani piccole e paffute di chi è appena venuto alla luce. Miniature perfette che esplorano il mondo e studiano i contorni di ciò che non conoscono.

Le mani che fremono incapaci di trattenere una carezza. Che tremano di rabbia, che prendono a pugni il muro.

Mani calde che stringono altre mani. Continua a leggere

album fotografico

Cenere e Ricordi

<<Anche lei è qui in visita signorina?>>

<<Sì, sono venuta a trovare mia nonna, oggi è il suo compleanno.>>

<<Ma che bel pensiero! Brava ragazza… devo ammettere di non essere altrettanto generosa. Sono qui a trovare mia sorella, ma non vengo spesso.>>

<<Lo capisco, a volte è più difficile per noi che per loro…>> Continua a leggere