“Sillabario delle cose fuori posto” – Caterina Corucci

Cover Sillabario delle cose fuori posto - Caterina Corucci

Sillabario delle cose fuori posto – Caterina Corucci, Valigie Rosse, I edizione 2018

Io? Sono un tipo disordinato. Mi sento a mio agio nel caos di una stanza di cui non si scorge più il pavimento. Mi sono quindi approcciata alla lettura di questo libriccino (di sole 88 pagine) con una strana sensazione di confidenza, certa di entrare in contatto con qualcosa di conosciuto.

In un certo senso è stato così. Ma non per il motivo che credevo. Le cose fuori posto di cui parla Caterina Corucci nel suo Sillabario, tra i 5 finalisti al Premio Letterario Città di Siena, non sono paragonabili a un paio di scarpe abbandonate in mezzo al soggiorno. Continua a leggere

“Format” – Fabrizio de Sanctis

Copertina Fromat - Fabrizio de Sanctis

Format – Fabrizio de Sanctis, Fratini Editore, Prima Edizione 2014.

Chi non ha mai accarezzato il pensiero di uccidere? Quante volte anche tu ti sarai trovato a pensare: io quello lo ammazzerei? Lo so cosa stai per dire: sono solo parole, pensieri in libertà. […] Qui interviene l’idea geniale. Tu ed io daremo voce ai milioni di potenziali assassini. Armeremo loro la mano. Li costringeremo a uccidere.

Così l’Assassino del Reality si presenta ad Antonio Grandi, funzionario di KLEM TV, televisione locale fiorentina. Il serial killer, abile trasformista privo di senso di pietà umana, riesce in una sola mossa a piegare alla sua volontà un’intera rete locale, il pubblico dei suoi spettatori e la totalità del corpo di polizia di Firenze. L’idea? Realizzare un reality in cui settimanalmente verranno decise, tramite televoto, le sorti di due persone preventivamente rapite. Il regolamento è semplice e viene spiegato dal serial killer stesso, sedicente Format, termine utilizzato per definire lo schema di una trasmissione televisiva:

1) Io rapirò due persone e te ne fornirò le prove, i nomi e tutti gli elementi per identificarle;

2) Entro due giorni trasmetterai tutto, in prima serata, e lancerai il televoto per decidere chi dovrà essere salvato;

3) La trasmissione dovrà essere a diffusione nazionale ma solo su KLEM TV;

4) Nessuna altra rete potrà trasmettere le immagini;

5) Il televoto durerà tre giorni e, al termine, trasmetterai i risultati;

6) Io libererò chi è stato salvato e ucciderò l’altra persona;

7) Te ne invierò le immagini e anche queste dovranno essere trasmesse entro ventiquattro ore;

8) Se non rispetterai anche una sola delle condizioni ucciderò entrambe le persone;

9) Se non trasmetterete le immagini dell’omicidio rapirò un’altra persona;

10) La ucciderò senza preavviso e te ne manderò le prove, che dovranno essere trasmesse entro ventiquattro ore.

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"Misery" – Stephen King

Copertina Misery - Stephen King

Misery – Stephen King, Sperling Paperback, I edizione gennaio 1991

“Se posso? Sissignori. Potete starne certi. Sono un milione le cose di questo mondo che non so fare. Non ho mai saputo colpire d’effetto una palla, nemmeno quando giocavo al liceo. Non so riparare un rubinetto che perde. Non so andare sugli schettini o cavare da una chitarra un accordo in fa che non dia il mal di pancia. Due volte ho cercato di avviare una relazione coniugale e non ce l’ho fatta né la prima né la seconda. Ma se volete che io vi porti via, che vi spaventi o vi avvinca o che vi faccia piangere o ridere, allora sì, posso. Posso farlo adesso e posso continuare a farlo fino a esaurirvi. Ne sono capace. POSSO.”

“Vuoi recensire Stephen King?” mi hanno chiesto tutti con aria stupita.

No, certo che non voglio recensire il Re. Non oserei, il mio è più un tributo.

In fondo mi posso reputare una fan.

Preferisco i romanzi di media lunghezza come Pet Sematary e La lunga marcia o le raccolte di racconti (cito Incubi e Deliri e Tutto è Fatidico) a quelli più lunghi come Insomnia o Cose Preziose (fatta eccezione per IT ovviamente), ma ne ho letti veramente tanti. Ormai lo riconoscerei tra mille, un po’ come riesco a individuare univocamente il profumo di salsiccia alla griglia a chilometri di distanza. Insomma, mi sento abbastanza ferrata sull’argomento.

A questo punto del ragionamento, se fossi la protagonista di uno dei suoi romanzi la mia vocina interiore dovrebbe interrompermi chiedendo: Ne sei proprio convinta Eli?

E sì, avrebbe ragione a instillare in me questo dubbio. Perché la verità è che fino a questo momento non mi potevo definire fan a tutti gli effetti. Non ne avevo il diritto.

“Perché?” Chiederete voi. Ma perché non avevo letto IL libro. Non avevo conosciuto lei, Misery.

Non mi ero ancora fatta terrorizzare da Annie Wilkes.

Non ero ancora stata solidale con Paul Sheldon. Non avevo ancora sofferto con Paul Sheldon. Continua a leggere

Vuoi partecipare?

Un’occasione per chiunque sia interessato a questo tema. Un argomento estremamente delicato, quello dei disturbi mentali, di cui non si parla mai abbastanza. L’intervista verrà condotta da Vittoria Gravina, un’amica ma sopratutto una professionista attenta e puntuale. Chi volesse partecipare può iscriversi al suo blog “Destini Incrociati”.

"La Ladra" – Mario Tobino

La ladra - Mario Tobino copertina

“La ladra” – Mario Tobino, Mondadori-De Agostini, 1989
Introduzione di Margherita Di Carlo

“Percepì che ora in quella stanza c’era anche lei; mai, prima, avrebbe potuto immaginarlo. Ed ebbe un’altra sorpresa che le causò perfino uno speciale smarrimento: nel mondo c’era anche lei, esisteva, e, non ebbe la forza di dichiararsi la parola ma l’avvertì, lei pensava, aveva la testa […]”

Dopo una capatina in terra austriaca con l’ultima recensione, sono tornata in patria. Mi sono dedicata a Mario Tobino, psichiatra e autore viareggino che con i suoi romanzi propone sempre uno spaccato interessante della realtà toscana del suo tempo.

Se dovessi riassumere in una frase questo romanzo, ne prenderei in prestito una di B. Pascal: “Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza.” Continua a leggere

"E l’uomo incontrò il cane" – Konrad Lorenz

E l'uomo incontrò il cane - Konrad Lorentz

“E l’uomo incontrò il cane” – Konrad Lorenz
Adelphi Edizioni, trentaquattresima edizione: gennaio 2006 Traduzione di Amina Pandolfi

Molti e diversi tra loro sono i motivi che possono spingere la gente ad acquistare e a tenere un cane, e non tutti sono buoni. Innanzi tutto, tra gli amici dei cani vi sono anche coloro che cercano rifugio in un animale soltanto a causa di amare esperienze personali. Mi rattrista sempre sentire quella frase malvagia e totalmente falsa: << Le bestie sono meglio degli uomini >>. Non lo sono affatto! Certo, la fedeltà di un cane non trova facilmente l’equivalente tra le qualità sociali dell’uomo. […] Una chiara ed esatta conoscenza del comportamento sociale degli animali più evoluti non conduce, come molti credono, a ridurre le differenze fra uomo e animale, ma al contrario: soltanto un buon conoscitore del comportamento animale è in grado di valutare la posizione unica e più elevata che l’uomo occupa tra gli esseri viventi.

 

Ok lo ammetto, sono più una tipa da gatti. Quando mi sento triste e sola prendo in braccio Socrate, il mio gattone di 6 kg, e mi rilasso al ritmo delle sue fusa. Quando inizia a far freddo ma non sono ancora psicologicamente pronta a tirare fuori il piumone, metto i piedi sotto la sua pancia mentre lui è spaparanzato a “fare pulizia” su una qualche superficie morbida. È veramente un gatto multitasking e mi sono sempre domandata perché avrei dovuto desiderare altro. Continua a leggere