A dream of you and me - future island

Le voci dentro me

Ebbene sì, sento le voci. Le sento dentro la mia testa, punto di partenza la bocca dello stomaco. So che molte persone che mi conoscono leggendo questa frase non rimarranno stupite, visto il mio stato di salute mentale. Ma vorrei precisare che non sono voci qualunque. Sono le voci di quelle persone che sono arrivate in un modo o nell’altro a far parte di me.

Quando sono sul punto di fare (o non fare) qualcosa, posso distintamente sentire tutte queste personcine che si agitano dentro di me, e spingono e si arrampicano le une sulle altre per arrivare per prime al mio orecchio.

E so esattamente chi mi direbbe che cosa. E so chi mi rimprovererebbe, chi mi incoraggerebbe, chi mi prenderebbe in giro. So chi riderebbe con me e mai di me.

Quindi se sono dubbiosa, voglio le opinioni di tutte queste vocine, discuto con loro e cerco di vincere un duello verbale che in realtà quasi mai volge a mio favore. E mi fa sorridere pensare che la mia coscienza sia un mosaico di piccoli spicchi di anime diverse. Sono un horcrux e dentro di me si trova l’impronta di una miriade di persone. A disposizione, facilmente consultabili. Che ci siano ancora o che non siano più qui con me.

Si dice che il suono di una voce sia la prima cosa che si dimentica. Io invece queste voci le ricordo tutte e ne percepisco il riverbero. Mi dicono parole che già ho sentito e che conservo gelosamente, o parole che mi piacerebbe poter ascoltare. Mi danno consigli non richiesti quando so che non sarei in grado di parlare onestamente a me stessa.

La mia, di voce, è un’eco che si origina dalla loro fusione. Ha un suono tutto suo, ma il suo spettro si compone delle note di tutte quelle che ha intorno. Mi piace sentire questo concerto interiore. Mi piace dialogare con me stessa. Fa pensare, in fondo, di non essere mai soli. Anche quando ci sembra di esserlo. Ci sono tanti micropezzettini di sorrisi, di batoste e di sguardi che si sono conficcati in profondità, da qualche parte, e ci accompagnano sempre. Ci sono tante voci, che anche quando non ce ne rendiamo conto ci parlano e ci aiutano ad andare avanti.

È vero, forse nasciamo e moriamo soli, come si suol dire. Ma nella parte che sta in mezzo non lo siamo mai. E se a volte ci sentiamo così basta fermarsi un attimo e guardarsi dentro… essere capaci di percepire l’avvicendarsi di persone che hanno in qualche modo lasciato una traccia e che continuano a esserci anche quando non sono presenti fisicamente, con la consapevolezza che ce ne saranno sempre di nuove e che anche se il corpo umano occupa uno spazio limitato, c’è sempre posto dentro di noi per un’anima affine che ci faccia vincere la solitudine.

Mmmm sì ok, ora stacco. Vabbè dai, 470 parole non sono tante. No, pesante sarai te! Stai zitta. No, stai zitta tu. No tu. TU.

E.

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