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Mai parlare del Reparto Detersivi

Come ogni settimana, arriva il momento in cui il frigorifero implora pietà e mi costringe ad andare al supermercato. È proprio il caso di dire che mi sento moralmente ricattata dai ripiani in vetro che mi fissano languidi, supplicandomi.

Ogni settimana quindi, come stavo dicendo, mi reco a fare la spesa. Per chi come me è figlio della vendita all’ingrosso, già la scelta del tipo di supermercato è importante indice di identità sociale: la sfida finale si gioca per lo più tra Coop ed Esselunga. Per quanto di nobili intenti, i supermercati minori sono destinati a passare in secondo piano se tra le scelte ci sono questi due. Io? Io faccio parte del team Esselunga.
Carico quindi l’auto di sacchetti gialli con la scritta rossa e di tanta, tanta pazienza. Andare al supermercato ora come ora si è fatta una questione seria. Il campo delle battaglie sociali si è spostato dai cortei di strada, dai comizi in piazza, dalle manifestazioni clandestine, ai corridoi dell’Esselunga. Già nel reparto ortofrutta se ne  gioca una importante: se vi chiedete perché donne e uomini comuni si fermino a pesare febbrilmente le verdure una ad una, la spiegazione è semplice. Sono i portavoce della resistenza all’oppressore. Sono i rappresentanti e i combattenti di un unico movimento. Shhh, silenzio… non riuscite a sentirlo? l’eco del canto della rivolta si libera nell’aria ed è percepibile dietro ogni bip della bilancia: “NO AI SACCHETTI BIODEGRADABILI”.

Quando ci si infiltra in un gruppo sovversivo di questo calibro è sempre meglio tenere la testa bassa e cercare di omologarsi: le opzioni sono armarsi di buona volontà e iniziare a pesare ogni singolo ravanello senza sognarsi di prendere in mano un sacchetto, o abbracciare una dieta povera di vegetali commestibili… la scelta per me, che non mangio un cavoletto di Bruxelles dall’età di cinque anni, non è certo difficile.

Superato il campo di battaglia inizia il mio lento zigzagare tra i corridoi. Non so cosa sto cercando, ci penserà Esselunga a guidarmi: “in promozione un utilissimo macina caffè in grani… che faccio, non lo prendo? Un momento però, a questo punto devo comprare anche il caffè in grani. E un barattolo, sennò dove lo metto? Oh mamma, guarda un po’, un collarino per gatti con campanella. Sì, lo so, i miei lo hanno indossato solo per i primi tre mesi di vita. Sì, lo so che ormai hanno quattordici anni. Ma guarda che carino, suona anche. Via, lo prendo. Tanto per due euro.”

La vera e propria sfida nel fare la spesa, però, non sta tanto nel resistere all’iniezione di compulsività che l’intera struttura del supermercato sembra voler somministrare ai clienti (e che, come si è visto, non mi riguarda), quanto nel riuscire a sopravvivere al Reparto Detersivi.
Questa zona merita una menzione autonoma: è un ecosistema delicato in cui la natura umana si palesa in modo evidente. È un luogo che ci pone di fronte alla difficoltà della scelta (e quindi del prendere una posizione), come pochi altri.

Il Reparto Detersivi propone per lo stesso articolo la più grande varietà di opzioni. Il detersivo per i bianchi… meglio quello al sapone di Marsiglia, quello per delicati, o quello sbiancante con un filo di candeggina? Poi c’è quello per i colorati semplici (attenzione però, molto diversi dai capi neri o scuri) o per i colorati delicati. Il detersivo per la lana o per i capi in cotone. Scelta difficile: ammorbidente sì o ammorbidente no? Quale fragranza è la migliore? Un additivo disinfettante non lo vogliamo prendere? E poi l’acchiappacolore, per poter mescolare in un unico carico tutte le tonalità dell’arcobaleno. Infine lo smacchiatore, che fa sempre comodo.
Gli utenti si fermano con sguardo smarrito di fronte agli scaffali, e presi da una crescente angoscia, mettono in pratica i meccanismi decisionali che utilizzano nella vita di tutti i giorni:

  • Gli impazienti si gettano su una confezione di detersivo qualsiasi. Temerari e incoscienti, afferrano due o tre barattoli a raffica, con il solo desiderio di allontanarsi il prima possibile da quel posto infernale. Poco importa se serve loro un detersivo e hanno preso un ammorbidente, se sognano il gusto lavanda e si ritrovano col gusto sandalo: all’impaziente basta prendere una decisione, qualunque essa sia.

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  • I pavidi invece, eternamente indecisi (in questa categoria si annoverano soprattutto individui ultracinquantenni spediti dalla moglie a fare la spesa) iniziano a sudare freddo solo per stabilire quale ripiano guardare. Non vogliono sbagliare, non possono sbagliare… cosa c’è di meglio quindi di attenersi alle scelte di qualcun altro? Così danno il via a una serie di telefonate a madre, zia, cugina, amico di infanzia e figli, proponendo un plebiscito che, neanche a dirlo, si risolve con la decisione ultima della moglie.

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  • I tecnici, ovvero coloro che si avvalgono solo dell’opinione di un esperto. Circondano il primo impiegato del supermercato che capita loro a tiro e iniziano a tempestarlo di domande sulla qualità del prodotto, sulle differenze rispetto a quello concorrente e sul miglior rapporto qualità-prezzo. Alla fine stilano una tabella comparativa dei pro e dei contro di ciascuna marca, e prendono una decisione definitiva e irrevocabile. La tabella comparativa non mente mai.

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Anche io mi comporto nel Reparto Detersivi come nella vita. Dopo essermi soppesata per un po’ da un piede all’altro, paralizzata di fronte alla vastità della scelta e dopo aver fissato insistentemente tutte le varie opzioni, faccio attenta valutazione delle loro caratteristiche, del prezzo al litro e della loro utilità nella mia routine. E poi scelgo sistematicamente quello che fin dall’inizio sapevo che avrei acquistato.

Ovvero, la maggior parte delle volte, quello con la confezione più colorata.

E.

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6 pensieri su “Mai parlare del Reparto Detersivi

  1. Patrizia Pieroni scrive:

    Entri al supermercato sognando di aver già riempito il carrello, aver già pagato e aver già rimesso tutto a posto……. e poi invece ti perdi nei corridoi vagando e valutando!!
    Che agonia la spesa con tutte quelle insulse e inutili riflessioni sui prodotti! Tanto compriamo sempre le stesse marche, non tanto perché siamo soddisfatti del prodotto in sé quanto piuttosto per la paura di peggiorare.
    Non ho ancora mai assistito alla pesa di un prodotto per volta…….cosa lodevole ma e se dovessimo acquistare fragole sfuse?
    Anche questo articolo è davvero carino! Complimenti!

  2. Niccolò scrive:

    Io invece non mi faccio “abbindolare” dagli scaffali. Vado già con una lista di cosa comprare. Prendo solo quella e vado alla cassa.
    Se del prodotto in questione so già che marca acquistare tutto bene. Se non è così comincio a fare una cernita di tutti i prodotti andando a confrontare valori nutrizionali, ingredienti, peso del prodotto e ovviamente prezzo.
    Non succede solo per i generi alimentari. Ricordo che una volta serviva il Cuki. Il maxi rotolo veniva tot, ma mi ero accorto che lo stesso metraggio costava meno se invece del Cuki formato deluxe ne compravo 15 di taglia più piccola. Tutto questo calcolatrice alla mano, ovviamente ????
    Mi succede anche quando cambio supermercato, perché spesso vendono marchi diversi e non ho punti di riferimento A Risparmio Casa per cercare la confezione con più rotoli (ma con un numero congruo di veli), badando che non fossero più cari di una confezione di maxi rotoli che avevo puntato. Mezz’ora persa così; tra ripensamenti e prese di posizione.

  3. Gloria Minucciani scrive:

    Anche questo articolo mi è piaciuto! Hai scritto con la tua dose ironica un momento tremendo vissuto dalle donne in primis, poi da tutti coloro che aspettano per ultimo e per forza di infilarsi in quel labirinto sperando di fare prima possibile a finire e non meno importante ad aver sfruttato tutte le offerte che ogni supermercato offre!

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