La persistenza della memoria - Salvador Dalì

Nel tempo in cui non c’è mai tempo

Mi frulla in testa quest’immagine di mia nonna che annaffia i fiori sotto il porticato. È una giornata qualsiasi di primavera, una di quelle in cui persino l’idea di osservare con curiosità scientifica le attività quotidiane del mio gatto sembra una prospettiva più allettante di chiudermi in casa a studiare.

Ogni gesto viene compiuto con estrema lentezza, una doccia alla piantina, l’eliminazione delle foglie secche, ma no aspetta, me ne sono dimenticata una, torno, ricontrollo, verifico se il risultato mi aggrada. Nell’osservare questa minuziosa operazione di giardinaggio non posso fare a meno di pensare a quante persone ora come ora dedicherebbero mezz’ora del proprio tempo a questa attività. A quante persone perderebbero mezz’ora compiendo un’azione così poco produttiva come annaffiare le piante.

È un rischio, un rischio grosso stare in silenzio per trenta fatidici minuti. Il pericolo è riempire il silenzio circostante di pensieri, e senza accorgersene essere condotti dalla loro scia dritti contro la realtà. La tua. La mia. Lo scontro frontale può far male e quindi no dai, non ho tempo, devo andare. Non ho tempo da sprecare.

Siamo fagocitati dalla quarta dimensione einstaniana, che è la valuta del ventunesimo secolo e come tale viene trattata: tutto deve essere fatto alla massima velocità. Non importa come. Non c’è tempo di soffermarsi, non c’è tempo di approfondire… dobbiamo solo sperare che chiudendo il palmo nello sciame di informazioni che ci investe ogni secondo, la nostra mano afferri qualcosa di concreto.

Nel tempo in cui non c’è mai tempo la quantità disintegra la qualità. Nel tempo in cui non c’è mai tempo sembra anacronistico dedicarsi lungamente alla realizzazione di qualcosa. Nel tempo in cui non c’è mai tempo si scrive di ciò che non si conosce, e lo si fa in fretta, si insegna ciò che non si è imparato, si parla senza aver compreso. Basta un titolo anglofono per sentirsi esperti, un pc per sentirsi hacker, un blog per sentirsi scrittori.

Ogni volta che penso di star sprecando tempo, di dover far presto perché lo sto perdendo e poi non torna più, perché lo sto buttando e non lo recupererò, mi chiedo anche: ma di tutto questo tempo risparmiato, cosa ne facciamo? Lo mettiamo in una banca da cui non avremo mai occasione di prelevare? Lo reinvestiamo in attività che verranno svolte con la stessa fretta, la stessa approssimazione e la stessa superficialità di quelle che ci hanno permesso di guadagnare la mezz’ora che stiamo sfruttando?

È il paradosso del tempo in cui non c’è mai tempo: quel poco che ne rimane finisce per passare, inosservato. Mi viene in mente uno dei passi che preferisco del Piccolo Principe, in cui le 96 parole di Antoine de Saint-Exupéry esprimono il concetto molto meglio delle mie 458.

Buongiorno”, disse il Piccolo Principe. 
“Buongiorno”, disse il mercante.             
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.           
“Perché vendi questa roba?” disse il Piccolo Principe.     
“È una grossa economia di tempo” disse il mercante. “Gli esperti hanno fatto i calcoli. Si risparmiano cinquantatré minuti alla settimana.”              
“E cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti?”
“Se ne fa ciò che si vuole…”       
“Io”, disse il Piccolo Principe, “se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…

So cosa avete pensato. Per non perdere tempo, sarei dovuta passare direttamente a questo. Ma io la penso un po’ come il Piccolo Principe: una (spero) piacevole lettura è quella che si avvia adagio adagio verso una buona conclusione.

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2 pensieri su “Nel tempo in cui non c’è mai tempo

    • Patrizia Pietoni scrive:

      E’ vero! Il tempo ci insegue, ci perseguita e difficilmente, nell’arco della giornata, riusciamo a risparmiarne…. anzi tutto quello che risparmiamo lo reinvestiamo in altre attività …..
      E così una pedalata di 12-15 minuti per andare a scuola diventa il MOMENTO chiave della giornata, irrinunciabile, momento in cui i pensieri sono liberi e possono formarsi e disperdersi in tutta libertà!!!

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