album fotografico

Cenere e Ricordi

<<Anche lei è qui in visita signorina?>>

<<Sì, sono venuta a trovare mia nonna, oggi è il suo compleanno.>>

<<Ma che bel pensiero! Brava ragazza… devo ammettere di non essere altrettanto generosa. Sono qui a trovare mia sorella, ma non vengo spesso.>>

<<Lo capisco, a volte è più difficile per noi che per loro…>>

<<Non me lo dica! Il mio povero Edmondo, pace all’anima sua, me lo diceva sempre: non andare perché fa star male te, è puro egoismo! Ma che ci vuol fare, sono un tipo così sensibile… e alla mia età si sa, le emozioni forti fanno male. A ogni modo stamani mi sono svegliata e ho avuto una bella sorpresa: Gigio, il mio gatto, una vera birba quell’animaletto, vedesse, poi di un’intelligenza! Pensi che fu l’unico a percepire che il mio povero Edmondo stava male, per giorni era irrequieto e non smetteva di miagolare! A volte è proprio vero, se gli animali avessero il dono della parola!>>

<<Eh già…>>

<<Insomma stavo dicendo, Gigio aveva rovesciato completamente una scaffalatura del salotto e riordinando quella confusione mi è comparso tra le mani questo album di foto. Erano decenni che non ci pensavo, ma sfogliandolo devo ammettere di essere stata un po’ colta dalla nostalgia… così mi sono decisa a venire.>>

<<È stato un piacere signora, ma ora vado a chiedere all’infermiera quando sarà poss…>>

<<Lasci che gliene mostri alcune, voi giovani non avete idea di cosa significasse vivere 50 anni fa! Certo se il servizio fosse migliore in questo posto potremmo chiedere almeno una tazza di tè all’infermiera, qualche cantuccino… dei sottobicchieri! Se si pensa a quanto sia alta la retta ci dovrebbe essere almeno un buffet omaggio a ogni visita. Purtroppo le attenzioni che si riservavano a persone di un certo calibro sono morte insieme alla monarchia.>>

<<Ma non si preoccupi, davvero, sono a posto così…>>

<<Non sarà mica l’ennesima giovane che non mangia nulla per il falso mito della magrezza? Quando ero giovane io, due curve e un po’ di cosciotte non erano altro che sintomo di buona salute e nessuno se ne faceva un cruccio. E guardi che da giovane ero magra io! Guardi qua, sono i miei genitori il giorno del loro matrimonio: guardi com’era bella la mia mamma anche se aveva qualche rotondità! Non ne fanno più di vestiti così… tutto pizzo ricamato a mano, ci hanno lavorato cinque sarte! Eh che tempi, tutta la bellezza della gioventù dalla sua parte… mia madre si è sposata giovane sa, aveva appena compiuto 18 anni. D’altra parte come si poteva resistere al fascino di quest’uomo, guardi che portamento.>>

<<Eh sì, complimenti, veramente un bell’uomo.>>

<<Mio padre sarà stato molto più grande, ma era un uomo desiderabile, un buon partito. Eh, erano altri tempi… non ne fanno più di uomini così!>>

<<Non capisco proprio perché mia nonna non sia ancora scesa…>>

<<Vede signorina, queste siamo io e mia sorella Lina nella nostra casa di campagna. Avremo avuto sì e no dieci anni. Adoravo stare lì tutta l’estate, avevamo l’orto, le galline, le mucche. Eravamo autosufficienti. E lei, ha mai provato a mungere una mucca?>>

<<No, sinceramente proprio no…>>

<<È una sensazione davvero strana e il latte che esce non è come quello che siamo abituati a bere, va filtrato. Da non credere che una cosa così normale un tempo, oggi sia così inusuale. Pensi che alcuni bambini non hanno mai visto gli animali della fattoria! Sa, in America già quando ci vivevo io era così nelle grandi città. Ma il mio Edmondo ha sempre tenuto al fatto che nostro figlio crescesse a contatto con la natura. Quindi abbiamo sempre vissuto in periferia per non rinunciare a un giardino e un paio di galline. Povero Edmondo mio, tutta con le sue mani e a suon di martellare tavole ha costruito la nostra casa! La facciata era gialla, giallo senape… ho sempre avuto estro e buon gusto io! La staccionata bianca e le persiane di legno scuro. Mi ha sempre trattata da signora pover’uomo. Pensi che realizzò una stanza appositamente per il cucito… sa, ero la migliore a scuola nel corso di taglio e cucito, anche se poi non ne ho fatto un lavoro come invece fece mia sorella. Io ho sempre preferito occuparmi della casa, ma non sia mai che a Natale non faccia qualche centrino da inserire nei cesti regalo! Ma mi dica, lei è sposata?>>

<<No, sono single per la verità.>>

<<Single. Ai miei tempi si diceva “signorina”, ma non è mai stato un vanto come invece sembrerebbe ora. Sarò contro corrente ma le auguro di trovare al più presto un marito, qualcuno con cui condividere le esperienze di vita. Quando incontrai il mio ero molto giovane. Lui lavorava nella fabbrica di mio padre. Non fu mai visto di buon occhio sa, la mia famiglia era benestante e ci osteggiò molto. Mio padre si era arricchito sotterrando rame in tempo di guerra e iniziando a rivenderlo e a utilizzarlo per la produzione di fili elettrici nel dopo guerra. Pensi lei che fu un metallo come il rame a fare la fortuna di uomo, altro che petrolio e diamanti che sembrano così importanti oggi! A ogni modo Edmondo mi chiese la mano una domenica pomeriggio, a passeggio nel parco dopo la funzione di Padre Riccardo, me lo ricordo come fosse ieri.>>

<<Immagino sia stato emozionante…>>

<<Altroché! Ci incontrammo una mattina in cui venne a fare una consegna nel negozio di famiglia in cui io lavoravo, che veniva rifornito dalla fabbrica in cui lavorava lui. Ci piacemmo subito… ha sempre avuto un portamento unico. Anni dopo mi disse che quello che lo aveva colpito di me erano le gambe! Pensi lei, le gambe! Arrossisco ancora a pensarci… Ma si sa, gli uomini. Iniziammo a frequentarci di nascosto dalla mia famiglia, non avrebbero mai approvato che uscissi con un operaio, per giunta della loro fabbrica! Purtroppo mio padre era figlio del suo tempo… un tempo in cui il ceto sociale era importante. Oggi, se la ragazzetta di provincia sposa un milionario, si realizza il mito della Cenerentola moderna. Ma allora, soprattutto se si trattava di un uomo modesto che sposava una donna abbiente, non era affatto così!>>

<<Sarà stato difficile per voi…>>

<<Più di quanto possa immaginare. Ma non rimpiango nulla. Quando Edmondo si propose non esitai un attimo. Così fu anche quando mi chiese di trasferirmi con lui in America, dove aveva trovato lavoro in un’impresa edile. È stata una bella vita…>>

<<Sono sicura che lo sia stata, signora. Si intuisce dal modo in cui ne parla. Mi scuso ma devo andare alla toilette, sperando che per quando sarò di ritorno mia nonna sia scesa!>>

<<Certo Signorina, è stato un piacere. Anche io solleciterò il personale per vedere mia sorella. Totale incompetenza in questo posto. Si ricordi di guardarsi intorno, non è mai troppo tardi per trovare l’uomo giusto! Io l’ho riconosciuto subito e non me ne sono mai pentita. Si fidi, ne vale la pena!>>

<<Cercherò di seguire il suo consiglio. Arrivederci!>>

<<Arrivederci.>>



<<Mi scusi infermiera, si sa nulla di mia nonna?>>

<<Guardi stava dormendo per il consueto riposino pomeridiano, si è appena svegliata. La portiamo subito giù, si accomodi pure a quel tavolino: quella accanto alla signora Lina è la sua poltrona preferita, sicuramente avrà piacere di stare lì.>>



<<Signorina, mi scuso per mia sorella. Non vorrei la avesse importunata mentre mi aspettava. Sono riuscita a convincerla ad assentarsi un attimo per poter parlare con lei.>>

<<Ma no, non si preoccupi. Aveva voglia di chiacchierare, mi ha parlato un po’ della sua vita… del marito.>>

<<Me lo immaginavo. Speravo fosse un po migliorata stando qui, ma purtroppo…>>

<<Non capisco…>>

<<Dopo aver saputo della morte di Edmondo, un amore di gioventù, è molto peggiorata. Io e mio marito ci siamo visti costretti a chiedere aiuto a una struttura specializzata.>>

<<Edmondo, il marito della signora? Com’è possibile?>>

<< Non so dire come sia possibile… si arriva a una stagione della vita in cui si fa un bilancio di quello che è stato e di quello che sarebbe potuto essere. Capisco che alla sua età sia difficile da comprendere, ma mia sorella non è mai stata felice… quello che le ha dato la forza di andare avanti nella sua vita è stato sapere che lunico uomo che abbia mai amato fosse al sicuro e fosse soddisfatto. Venire a conoscenza della sua morte lha profondamente scossa. Ha spezzato quel filo sottile che la teneva radicata alla realtà. Edna ha deciso di abbandonarsi alla correnteSa, alla nostra età la ferma volontà di continuare a vivere è una delle cose fondamentali per andare avanti. È come se il corpo seguisse la ferrea intenzione della mente di rimanere qui, con i piedi piantati su questa terra. Edna si è fermata, ha costruito una realtà tutta sua.>>

<<L’ho trovata una signora così piena di vita. Sembrava così felice nel raccontarmi i suoi ricordi, il matrimonio, l’America… Com’è possibile che non ci fosse niente di vero…>>

<<Non so cosa le abbia raccontato ma quando Edmondo le chiese di sposarlo e di seguirlo in America, esplose una bomba: nostro padre non approvava lunione e costrinse mia sorella a lasciarlo, minacciando di diseredarlaSa, il fatto che lei abbia ceduto non è tanto legato ai soldi, quanto allo scandalo che tutto ciò avrebbe costituito e al disonore che avrebbe portato alla nostra famiglia. Nutriva troppo rispetto per noi, soprattutto per nostro padre, per ribellarsi fino a quel punto. Quando poi si scoprì della gravidanza, si corse ai ripari organizzando un matrimonio con un collega di mio padre. Era un imprenditore, un uomo daffari, un ottimo partito sulla carta una persona che avrebbe potuto senza problemi prendere le redini dellimpresa di famiglia.>>

<<La gravidanza…?>>

<<Il suo più grande rimpianto. Non aver dato alla luce il figlio di Edmondo. Il matrimonio alternativo fu organizzato in larga parte per questo. Purtroppo luomo a cui fu destinata non lha mai amata. Era molto scaltro, capì che ci doveva essere qualcosa sotto e non fu difficile per lui smascherarla. La costrinse a un aborto clandestino, che le costò quasi la vita. Edna ha vissuto anni tra rinunce e violenze, prima tra tutte la perdita del figlio. Mio padre non venne mai a saperlo, ha sempre pensato che si fosse trattato di una perdita spontanea.>>

<<Mi dispiace, io non so veramente cosa dire…>>

<<Signorina non si dispiaccia, sono mortificata io di averla turbata. Volevo solo assicurarmi che mia sorella non le avesse recato disturbo Sa, qualche tempo fa tornando a casa, trovai Edna a sedere in poltrona. Immobile, fissava il vuoto. Teneva in mano una lettera. Era la figlia di Edmondo che la avvertiva della morte del padre. Dopo essere rimasta vedova Edna era venuta a vivere con noi, e solo allora ho scoperto che lei ed Edmondo avevano mantenuto i contatti. Si erano scritti a lungo. Lei non gli aveva mai raccontato della vita col marito, anzi si era dipinta felice e lo aveva spinto a crearsi una famiglia a sua volta. Da quel pomeriggio Edna si chiuse in un silenzio assoluto, passando la maggior parte delle sue giornate lì, a vegetare su quella poltrona che affacciava sulla strada. Quando finalmente ha rotto il silenzio, ha iniziato a fare piccoli accenni a eventi che non ricordavo le fossero accaduti. Inizialmente non ho dato peso alla cosacon il tempo però ha iniziato a parlare della vita in America, del tempo passato con Edmondo. Io e mio marito non sapendo più come gestire la cosa, ci siamo rivolti a questa struttura.>>

<<Ma non capisco, sembrava tutto così vivido e reale…>>

<<Spesso non lo capiamo fino a che non abbiamo a che fare con queste situazioni, ma il potere che il cuore ha sulla mente è incredibile. Difficile dire di cosa si tratti a volte penso che sia solo il modo che ha trovato per affrontare un dolore altrimenti insormontabile. Non mi so immaginare cosa avrei potuto fare io al suo posto, dopo tutte quelle sofferenze.
Ah guardi, è tornata, mi aspetta per la nostra passeggiata.
La saluto signorina, le auguro una buona giornata. Arrivederci.>>

<<Arrivederci…>>

E.
 

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