biancaneve fiabe

Endecasillabi fiabeschi

Divina “Favolosa” Commedia

Un giorno come un altro, in primavera

girovagavo libera e beata

bighellonando da mattina a sera

da uno spirito silvestre contagiata.

 

Giunta nei pressi di un lungo torrente,

percorso un tratto di strada notevole,

cadendo in una buca lì presente,

mi ritrovai nel mondo delle favole.

 

Mi scontrai con Alice, nel pallone:

<<Lo Stregatto non è di compagnia,

non mi ha voluto dir la direzione

solo se so la mèta, troverò la mia.

 

E poi quell’altro, il Cappellaio Matto

sempre tra i banchetti a festeggiare

non capisco proprio per quale fatto

nemmeno lui m’ha detto dove andare!>>

 

<<Bambina mi sembri un po’ allucinata,

non è che ti devi solo svegliare?

non ha senso vagare all’impazzata,

l’uscita è là, continua a camminare.>>

 

Proseguii nel tunnel vorticoso

costeggiato da pesanti stalattiti

e alla fine d’un tratto un po’ fangoso

riemersi con fatica dai detriti.

Si aprì davanti a me un’ampia radura

e vidi una casetta in lontananza.

Dalla finestra aperta, son sicura,

giungeva odor di dolci in abbondanza.

 

Mi avvicinai e mi sporsi per sbirciare:

una ragazza mora un po’ emaciata

che, pallida, si dava un gran daffare

vedendomi arretrò ormai spaventata.

 

<<E tu chi sei?>> chiese puntando il dito

<<Mi scusi sono giunta qui per caso,

è tanto che cammino ed ho appetito

mi son lasciata guidare dal naso>>

 

<<Serviti pure un pezzo di crostata,

basta che tu non ti trattenga a cena

è già prevista un’ampia tavolata:

sette uomini in casa, che gran pena!

 

Lava, stira, prepara da mangiare

tanto c’è Biancaneve che si presta!

Loro non hanno niente a cui pensare

finché nel piatto trovan la minestra!

 

Ma un giorno o l’altro, do la mia parola,

tornando a casa avranno una sorpresa

me ne andrò via, lo dico fin da ora

e lo vedremo: chi farà la spesa?

 

Chi farà i letti e riempirà i cassetti?>>

Un poco intimorita dal cipiglio

tenendo i pezzi di torta ben stretti

mi allontanai da quello scompiglio.

 

Lasciai lì Biancaneve brontolante

a parlare da sola sfaccendando.

Da lontano intravidi una viandante

che a me si avvicinava barcollando.

 

Ormai giunta davanti alla foresta

incrociai la vecchietta, tutta curva.

Di mele rosse portava una cesta,

vedendomi si fermò e disse torva:

 

<<Biondina devi essere affamata

che ne pensi di una bella mela rossa?

Ti fa meglio affrontare la giornata,

e ti tiene lontana dalla fossa>>

 

<<La ringrazio, ma sono un po’ di fretta.

Biancaneve è di certo interessata,

vive là, dove c’è quella casetta

l’ho vista smunta e parecchio stressata!>>

 

A sentir nominare Biancaneve

lo sguardo bieco le s’illuminò.

Con passo decisamente più lieve

riprese la sua cesta e s’avviò.

 

Imboccai il sentiero nel fitto bosco

“Che fortuna, bocconcini di pane!”

mi dissi raccogliendoli sul posto

sentendo ancora i morsi della fame.

 

Mentre seguivo la scia tra i cespugli

udii nell’aria due voci lontane.

Quindo colsi gli ultimi rimasugli,

davanti a una casa di marzapane.

 

Vidi due bimbi dall’aria smarrita

tutti sporchi ed un tantino agitati,

venir verso me a marcia spedita:

non videro il pane e preoccupati

 

mi chiesero il perché con insistenza

<<Venendo da là non ho visto niente>>

Risposi loro con indifferenza.

Il maschio fissò la bimba adiacente:

 

<<Da soli la via dovremo cercare>>

Le disse non nascondendo lo sgomento

<<Bimbo, tranquillo… non ti preoccupare

ti aiuto io, aspetta solo un momento.>>

 

Suonai il campanello e aprì una signora:

<<Mi scusi, ci sono qui due bambini

che tornare indietro non sanno ancora

può chieder aiuto, non so, agli uccellini

 

che parlar ai volatili qui è di moda?>>

I due vedendola emisero un urlo

come una bomba che inattesa esploda

e saettarono via mettendo il turbo.

La signora poi nemmen mi rispose,

si fiondò fuori lasciandomi sola.

Di fronte a quelle pietanze gustose

mangiai una finestra per pura gola.

 

“Meno male – mi dissi sgranocchiando-

dovrebbe esser un posto favoloso!

Solo gente strana, vidi girando.

Gente agitata che urla in tono astioso”

 

“Solo uno sa come si vive”, pensai

Seguirò il suo esempio così incisivo:

ruotando su me stessa mormorai

<<Honululu, aspettami che arrivo!>>

E.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  

Un pensiero su “Endecasillabi fiabeschi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *