"E l’uomo incontrò il cane" – Konrad Lorenz

E l'uomo incontrò il cane - Konrad Lorentz

“E l’uomo incontrò il cane” – Konrad Lorenz
Adelphi Edizioni, trentaquattresima edizione: gennaio 2006 Traduzione di Amina Pandolfi

Molti e diversi tra loro sono i motivi che possono spingere la gente ad acquistare e a tenere un cane, e non tutti sono buoni. Innanzi tutto, tra gli amici dei cani vi sono anche coloro che cercano rifugio in un animale soltanto a causa di amare esperienze personali. Mi rattrista sempre sentire quella frase malvagia e totalmente falsa: << Le bestie sono meglio degli uomini >>. Non lo sono affatto! Certo, la fedeltà di un cane non trova facilmente l’equivalente tra le qualità sociali dell’uomo. […] Una chiara ed esatta conoscenza del comportamento sociale degli animali più evoluti non conduce, come molti credono, a ridurre le differenze fra uomo e animale, ma al contrario: soltanto un buon conoscitore del comportamento animale è in grado di valutare la posizione unica e più elevata che l’uomo occupa tra gli esseri viventi.

 

Ok lo ammetto, sono più una tipa da gatti. Quando mi sento triste e sola prendo in braccio Socrate, il mio gattone di 6 kg, e mi rilasso al ritmo delle sue fusa. Quando inizia a far freddo ma non sono ancora psicologicamente pronta a tirare fuori il piumone, metto i piedi sotto la sua pancia mentre lui è spaparanzato a “fare pulizia” su una qualche superficie morbida. È veramente un gatto multitasking e mi sono sempre domandata perché avrei dovuto desiderare altro.

Devo dire che questo libriccino, un volume di sole 123 pagine, mi ha aiutata a comprendere la preferenza che molti sembrano riservare ai cani. Ho amato Konrad Lorenz già da adolescente, quando leggendo L’anello di Re Salomone mi fece desiderare di avere la vita sentimentale delle sue taccole d’allevamento.

L’etologo ha la capacità di osservare il mondo animale oltre che con attenzione, quasi con reverenza e sempre con uno sguardo curioso. Questa “curiosità del principiante” contagia il lettore, che principiante lo è davvero. Non tanto per le nozioni tecniche in se stesse, che risultano comunque interessanti anche per chi come me di cani non ne sa niente, quanto per il fatto che vengano proposte attraverso esempi di vita vissuta. Episodi che potrebbero capitare a ciascuno di noi indistintamente e che ci fanno sentire più vicini a quello che l’autore ci sta raccontando.

I fatti si svolsero così: Ali dava la caccia a un gatto che, per mettersi in salvo, salì sul primo ramo di un pruno; un momento dopo già doveva ritirarsi al sicuro su un secondo ramo, un metro e mezzo più in alto, dato che Ali con un salto furioso aveva raggiunto la corona dell’alberello e vi si era sistemata. Di lì a pochi secondi il gatto dovette nuovamente battere in ritirata, cercando un ramo ancora più alto […] Il cane lottava ora per mantenersi in equilibrio, essendo i rami molto sottili. Non cadde a terra semplicemente perché riuscì a fermarsi a cavalcioni su uno di essi, che teneva stretto fra le cosce.

 

E si sviluppa così, come una chiacchierata con un amico, il quadro che Lorenz ci fa della specie canina, valutandone tutti gli aspetti principali, spiegando le ragioni di alcuni comportamenti e soffermandosi in particolare su quello che più contraddistingue questo animale: la totale e disinteressata fedeltà nei confronti del padrone.

Anche Tito è morta da un pezzo  ̶  da quanto tempo ormai! Ma il suo spirito trotterella e sbuffa ancor oggi dietro di me, e sono io che ho voluto che fosse così.

 

Per me è sempre un piacere leggere gli scritti di questo autore. Ogni volta che mi trovo davanti alla sua capacità di spiegare in modo chiaro, con un linguaggio semplice e asciutto, nozioni che sicuramente sono frutto di anni di studi e di osservazioni dirette, non posso fare a meno di pensare alla celebre frase di Albert Einstein: “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.”

Sicuramente Konrad Lorenz non ha bisogno della mia approvazione. Dopo tutti questi complimenti alla specie canina, però, dovrò cercare di farmi perdonare da Socrate.

E.

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2 pensieri su “"E l’uomo incontrò il cane" – Konrad Lorenz

  1. destiniincrociatiblog scrive:

    Leggere la tua recensione mi ha molto incuriosito, non ho ancora letto niente di questo autore ma mi affascina chi riesce a esprimersi con chiarezza e semplicità. Mi è piaciuta molto la tua osservazione sull’autore:”L’etologo ha la capacità di osservare il mondo animale oltre che con attenzione, quasi con reverenza e sempre con uno sguardo curioso. Questa “curiosità del principiante” contagia il lettore, che principiante lo è davvero.”
    E poi da gattara servirebbe anche a me leggerlo…

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