“Format” – Fabrizio de Sanctis

Copertina Fromat - Fabrizio de Sanctis

Format – Fabrizio de Sanctis, Fratini Editore, Prima Edizione 2014.

Chi non ha mai accarezzato il pensiero di uccidere? Quante volte anche tu ti sarai trovato a pensare: io quello lo ammazzerei? Lo so cosa stai per dire: sono solo parole, pensieri in libertà. […] Qui interviene l’idea geniale. Tu ed io daremo voce ai milioni di potenziali assassini. Armeremo loro la mano. Li costringeremo a uccidere.

Così l’Assassino del Reality si presenta ad Antonio Grandi, funzionario di KLEM TV, televisione locale fiorentina. Il serial killer, abile trasformista privo di senso di pietà umana, riesce in una sola mossa a piegare alla sua volontà un’intera rete locale, il pubblico dei suoi spettatori e la totalità del corpo di polizia di Firenze. L’idea? Realizzare un reality in cui settimanalmente verranno decise, tramite televoto, le sorti di due persone preventivamente rapite. Il regolamento è semplice e viene spiegato dal serial killer stesso, sedicente Format, termine utilizzato per definire lo schema di una trasmissione televisiva:

1) Io rapirò due persone e te ne fornirò le prove, i nomi e tutti gli elementi per identificarle;

2) Entro due giorni trasmetterai tutto, in prima serata, e lancerai il televoto per decidere chi dovrà essere salvato;

3) La trasmissione dovrà essere a diffusione nazionale ma solo su KLEM TV;

4) Nessuna altra rete potrà trasmettere le immagini;

5) Il televoto durerà tre giorni e, al termine, trasmetterai i risultati;

6) Io libererò chi è stato salvato e ucciderò l’altra persona;

7) Te ne invierò le immagini e anche queste dovranno essere trasmesse entro ventiquattro ore;

8) Se non rispetterai anche una sola delle condizioni ucciderò entrambe le persone;

9) Se non trasmetterete le immagini dell’omicidio rapirò un’altra persona;

10) La ucciderò senza preavviso e te ne manderò le prove, che dovranno essere trasmesse entro ventiquattro ore.

Avete presente quando in The Truman Show il pubblico, incollato alla televisione ventiquattro ore su ventiquattro, interviene nella trama e vota incidendo attivamente sulla vita di un altro essere umano, per poi semplicemente cambiare canale una volta che Jim Carrey abbandona le scene in grande stile? Leggendo il romanzo di Fabrizio de Sanctis, questo film mi è tornato subito alla mente. Nel caso di questo testo si tratta però di un reality dalle tinte ben più scure e crude, con cui l’autore porta alla luce una tematica attualissima: la spettacolarizzazione a ogni costo e con ogni mezzo. L’uso della violenza come mezzo di aggregazione e come veicolo di diffusione. Tutto ha inizio con questo decalogo, origine di una serie di omicidi che il Commissario Siciliano, la sovrintendente Clarice Alessi e il viceispettore Sauro Tommasi si troveranno a dover risolvere. Servendosi di uno stile in cui è ben viva l’eco dei grandi autori thriller di stampo anglosassone, de Sanctis ci pone di fronte a una realtà fin troppo verosimile: il pubblico di un’intera nazione si rende complice del delirio di un serial killer, nessuno si tira indietro di fronte alla possibilità di assumere il ruolo di giudice dispensatore di vita e di morte nei confronti di altri due esseri umani.

Un linguaggio attuale, molto diretto, fa da veicolo alla rappresentazione di immagini spesso molto crude. Dal rapimento di due pregiudicati, un pedofilo e un pirata stradale, a quello di due bambini, torture e sevizie sono descritte in modo (talvolta troppo) vivido e non lasciano certo spazio all’immaginazione del lettore. Tuttavia Format è un personaggio complesso, la cui violenza affonda le radici in un’infanzia traumatica che viene ben approfondita nel corso della lettura. I massimi livelli di crudeltà che raggiunge con le sue azioni sono sempre determinati da un unico bisogno, quello di vendetta e di affermazione del potere: di fronte alla reticenza di KELM TV e del corpo di polizia ad avviare il reality, il serial killer risponde col rapimento e la tortura di due turiste australiane, mentre accorgendosi che una delle dieci regole da lui imposte è stata violata decide di spingersi fino al rapimento di due alunni della scuola elementare.

Indescrivibile. Deve averle uccise qui, perché c’è un lago di sangue. Ma è come le ha ridotte. Ha aperto la pancia a tutte e due. Hanno una specie di sacco fatto di pelle, grasso e Dio sa cosa. Dentro ci ha messo i seni tagliati di netto, come l’altra ragazza, solo che con lei non li avevamo trovati, ricorda? […] Dove c’erano i seni ha fatto due buchi profondi e ci ha infilato gli avambracci, tagliati all’altezza del gomito. Come l’altra volta, ha strappato via gli occhi e il cuore. Le ha sistemate schiena contro schiena, con le gambe piegate. Una cosa pazzesca.

Le mani gialle si uniscono ad applaudire davanti all’obiettivo. Il rumore è soffocato dai guanti. Quando spariscono, l’inquadratura è sui due bambini, legati fianco a fianco delle due poltroncine, le bocche coperte dal nastro adesivo. Sono madidi di sudore. Gli occhi di Letizia sono sbarrati dal terrore, quelli di Ermanno semichiusi, inebetiti. Indossano ancora i grembiulini e questo, se possibile, aumenta il senso di orrore.

Alla personalità di Format si affiancano quelle, ben delineate e facilmente riconoscibili, degli altri protagonisti. Si dipartono così altri filoni tematici, portati avanti proprio tramite i vari personaggi: viene sottolineata l’incompetenza che talvolta caratterizza le alte cariche, esperita in prima persona dal Commissario Siciliano che è costretto a sottostare a figure di dubbia professionalità che spesso finiscono per essere controproducenti; o ancora il maschilismo generalizzato spesso presente nel corpo di polizia, che colpisce Clarice Alessi; la sterzata tecnologica presente a circa metà romanzo, che ci catapulta in un mondo di hackeraggi introducendo Daniele Ricci, giovane hacker che si rivelerà personaggio di fondamentale importanza.

Ma il protagonista silente della vicenda, l’elemento fondamentale per il dipanarsi della trama, è questo pubblico che si rende responsabile delle morti di esseri umani senza sporcarsi direttamente le mani di sangue. In maniera incosciente, leggera. A nulla servono gli appelli delle giornaliste Sandra Francisci e Betty Molinari, ultime due rapite e uniche a invitare gli spettatori a sabotare il reality per far collassare il meccanismo: il televoto non fallisce mai.

“Siamo tutti potenziali assassini” afferma Format. E gli appelli disperati delle due amiche australiane che pregano l’una che venga uccisa l’altra, quelli dei genitori di ciascuno dei bambini, che gettano fango sulla famiglia opposta e persino quello di Antonio Grandi che supplica di essere salvato sapendo che questo significherà morte certa per la persona che ama, ne sono una prova inconfutabile.

Una lettura abbastanza scorrevole, a tratti risultata difficile per l’impatto delle immagini proposte, ma che alla fine mi ha lasciato solo una cosa da dire: altro che Grande Fratello.

Unici due difetti di questo romanzo sono la dimensione del volume, che con un formato 17×21 cm non è sicuramente una versione pocket, e l’eccessiva lunghezza. Si tratta di un tomo di più di settecento pagine, che sarebbe forse stato opportuno dividere almeno in due parti.

Chi fosse interessato ad acquistare Format, può farne richiesta direttamente all’editore, inviando una mail all’indirizzo: fratinieditore@gmail.com

E.

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