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Su Calvino e sull’Esattezza – parte II

Eccoci giunti, mangiucchiando le briciole lasciate dalle riflessioni dello scorso articolo, alla seconda parte del dialogo sull’esattezza con Francesco Mencacci e la .

Dove eravamo rimasti? Calvino ci aveva parlato della necessità di esattezza e di precisione nel linguaggio. Di quanto questo concetto sia fondamentale anche per definire e descrivere il suo opposto, l’idea di indeterminatezza.

Ogni lettura di questa lezione calviniana mi fa sorridere, perché ho la sensazione che i pensieri che mi frullano in testa a ogni volta che mi imbatto in una storpiatura, ogni volta che un “piuttosto che” viene utilizzato in senso disgiuntivo, ogni volta che si “prende una scelta” o si “fa una decisione”, abbiano trovato espressione. Che siano stati esplicati in un modo in cui io non sarei mai stata in grado di esporli e che trovino il favore di chi ha voce in capitolo ben più di me. Mi sento legittimata a essere una cosiddetta Grammar Nazi, insomma.

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Su Calvino e sull’Esattezza – parte I

Non è certamente un sogno e non sarà notte, ma ormai siamo giunti alla mezza estate. Il primo settembre è vicino e anche per chi non ha ancora ricevuto la lettera di Hogwarts (come ogni anno continuo a dirmi che c’è tempo), anche per chi ormai ricorda l’ultima volta che si è alzato da un banco come una sbiadita sequenza in bianco e nero, questo mese porta con sé uno strano presentimento di inizio. Si trascina dietro l’eco di una campanella fastidiosa.

Settembre, insomma, porta con sé l’idea di scuola. E cosa è opportuno fare per prepararsi al rientro nelle aule? I compiti per le vacanze! Un bel ripasso. Ecco dunque che il “gemellaggio” estivo con la Scuola Carver si tinge d’inchiostro e si imprime su quaderni a righe, pronto a regalarci utili spunti per arricchire il nostro bagaglio letterario.

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Marco Vichi: lezioni di scrittura creativa pt.1

Siamo tornati al salotto mensile venividilegiano con la Scuola Carver. E Scuola Carver significa incontro ravvicinato con la letteratura. In questo caso, parliamo più di un incontro ravvicinato con chi la fa, la letteratura. Non si tratta di un’eco lontana, come nel caso del Carver delle scorse volte, ma della voce forte e chiara di Marco Vichi. Lo scrittore fiorentino, noto al grande pubblico per la serie di romanzi Le indagini del commissario Bordelli, ha raggiunto la sede della Scuola per presentare Se mai un giorno, la sua ultima raccolta di racconti edita da Guanda nel 2018.

Quella che doveva essere una presentazione si è trasformata in una vera e propria lezione di scrittura e, come sempre quando si parla di questo tema, di lettura. Ho raccolto le perle di saggezza narrativa dell’autore per argomento e ve le voglio riproporre. E da dove iniziare se non dal principio? Continua a leggere