La persistenza della memoria - Salvador Dalì

Nel tempo in cui non c’è mai tempo

Mi frulla in testa quest’immagine di mia nonna che annaffia i fiori sotto il porticato. È una giornata qualsiasi di primavera, una di quelle in cui persino l’idea di osservare con curiosità scientifica le attività quotidiane del mio gatto sembra una prospettiva più allettante di chiudermi in casa a studiare.

Ogni gesto viene compiuto con estrema lentezza, una doccia alla piantina, l’eliminazione delle foglie secche, ma no aspetta, me ne sono dimenticata una, torno, ricontrollo, verifico se il risultato mi aggrada. Nell’osservare questa minuziosa operazione di giardinaggio non posso fare a meno di pensare a quante persone ora come ora dedicherebbero mezz’ora del proprio tempo a questa attività. A quante persone perderebbero mezz’ora compiendo un’azione così poco produttiva come annaffiare le piante.

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