On-Off

Non posso certo definirmi un tipo deciso. So esattamente cosa mi piace e cosa non mi piace, so come voglio venga fatta una certa cosa e so spiegare in modo preciso e minuzioso perché me ne dia fastidio un’altra. Ma penso che tra un Venerdì Lamento III e un Reparto Detersivi sia abbastanza chiaro a tutti che non sono una campionessa olimpica nel prendere decisioni in generale. E, sì, è vero: campionessa olimpica non potrei mai diventarlo in alcuna disciplina se non il Lancio del Gatto stile vecchia megera dei Simpson, ma diciamo che nel caso delle decisioni non mi avvicino lontanamente neanche alle qualificazioni. Un po’ come la Nazionale ai mondiali di quest’anno, come Ligabue alla musica o la D’Urso al giornalismo.

Però, pur con difficoltà, alla fine ci arrivo. E proprio in questi giorni tra scegliere cosa indossare per un matrimonio e cosa fare della mia vita, mi sono resa conto che io funziono a interruttori. Il concetto di On-Off è quello che meglio rappresenta i miei meccanismi decisionali.

Interruttori che scattano in continuazione e che accendono e spengono luci qua e là. Un minuto prima tutto mi si agita confusamente davanti agli occhi, un minuto dopo zac: la soluzione è chiara, la luce è accesa. Inutile che mi affanni alla ricerca di risposte. Inutile che faccia valutazioni razionali e che calibri i pro e i contro. Alla fine è tutta una questione di istanti: ora non lo so, ora lo so. Continua a leggere