treno a vapore

Lettera aperta a Trenitalia

Cara Trenitalia,

ho deciso di scriverti presa da una fitta di nostalgia. Sono ormai lontani gli anni universitari, scanditi dal rapporto di amore-odio che ci ha sempre caratterizzate. Come nelle migliori storie d’amore abbiamo vissuto alti e bassi (diciamo più che altro bassi)… ma alla fine, guidata dall’irrefrenabile impulso autolesionistico e autodistruttivo che mi contraddistingue, sono sempre tornata da te. Continua a leggere

bagagli

Partire è un po’ morire

Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.

È un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.

Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima.

Edmond Haraucourt

È sempre difficile, partire. È sempre difficile lasciare un luogo: partenza è una parola che non associo tanto al muoversi verso una meta, quanto all’allontanarsi da un posto in cui già ci troviamo. L’essere umano tende alla stabilità, e che sia un mese o un anno trascorso nello stesso luogo, abbandonare quella routine sempre unica che si è instaurata è come strapparsi il cuore.

Quando poi in un posto si è passata una vita, la partenza suona quasi come un addio stanco tra due persone che hanno condiviso tanto ma che in fondo non hanno più niente da dirsi. La chiusura di una relazione che arranca trascinando come zavorre i pesi dei bei momenti e delle belle parole. È un dolore diverso. È il dolore della consapevolezza e della crescita. Della responsabilità che deriva dalle scelte. La paura del distacco da quello che si è stati e quella derivante dal non sapere ciò che si è destinati a diventare. Continua a leggere